martedì 20 maggio 2014

Visita in apirario

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Favo di covata opercolata (vitalità 3)
Bene! Niente acacia. Niente del tutto! Tanta fatica per un pugno di mosche! Anzi, per un pugno di api… e dire che le mie famiglie, tutto sommato, stanno abbastanza bene.
Mentre passavo in rassegna i telaini, uno per uno, stamattina pensavo che stiamo intervenendo molto pesantemente sullo stile di vita di questi animali.

Determiniamo le dimensioni delle loro celle, determiniamo forma direzione e dimensioni del favo e della famiglia, cambiamo le regine, controlliamo la sciamatura, mettiamo gli alveari a 30 cm da terra, facciamo una selezione genetica che il più delle volte porta avanti i caratteri sbagliati per le api anche se pensiamo che per noi siano giusti.

Tutto questo costituisce un argomento di riflessione solo per gli apicoltori che tutto sommato hanno un po’ di coscienza. Poi ci sono quelli che la coscienza ce l’hanno sotto i piedi e allora vai con gli antibiotici e gli acaricidi di sintesi a man bassa!
Purtroppo c’è ancora un altro passo da fare, ovvero il rapporto con l’agricoltura, foriero di pesticidi, erbicidi, ogni-essere-vivente-cidi.
Vorrei sperimentare “un’altra apicoltura”, ma non ne ho la forza. Dovremmo alverla tutti insieme prima di essere costretti a farla senza api…

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